I due ventenni

14 AGO 20
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Nel suo affascinante romanzo, "Kaputt" Curzio Malaparte confessa: "Io hoperso l'abitudine di agire" risposi. "Sono un italiano. Non sappiamo piùagire, non sappiamo più assumere alcuna responsabilità, dopo venti anni dischiavitù. Ho anch'io, come tutti gli italiani, la schiena spezzata. Inquesti venti anni (si riferisce chiaramente al periodo fascista) abbiamospeso tutta la nostra energia per sopravvivere. Non siamo più buoni anulla. Non sappiamo che applaudire". Noi che abbiamo sempre giudicatol'operato dei venti anni di Cav. con simpatia e anche libertà come ilFoglio, utilizzando il metro della ragione secondo l'uso illuministico chene fa B. XVI, una delle menti più eccelse del continente, e non il livoreprecostituito che ha accecato metà del paese, possiamo ipotizzare unbarlume di similitudine tra questi due ventenni?O se c'è stata una dittatura che ha snervato il paese, esckuso che il Cav.c'entri minimamente, dove la possiamo individuare, in questa enfatizzazionedelle regole formali, farisee, senza un'educazione?Giovanni Santachiara